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Come si mangiano gli spaghetti a Salina? Con tonno fresco, pomodoro secco, capperi e germogli di capperi, trito di pinoli e di semi di pistacchi. Una sorta di pesto mediterraneo che accompagna bene il pesce e sa usare al meglio le materie prime presenti nelle isole Eolie. La cosiddetta cucina «povera» che ha generato produzioni tipiche ancora più significative, come le frittelle dolci preparate a Ginostra, l'altra faccia di Stromboli, impastando semplicemente la farina con il succo del fico d'India. Proposte di una gastronomia diversa che arrivano dalla tavola di un piccolo hotel de charme a picco sulla baia dello Scario a Malfa, il Santa Isabel di Salina. Tra le Eolie, Salina è la preferita dagli amanti del trekking, grazie alle riserve naturali di Fossa delle Felci e di Monte Porri. Per i gourmet, il Santa Isabel sta diventando un punto fermo della cucina eoliana, servita sulla terrazza panoramica dallo staff di Nino Cannavale, chef aversano trasferitosi in Sicilia senza però tradire le radici campane. Non a caso Cannavale, 47 anni, un training di qualità in alberghi europei di classe, ha voluto intrecciare le due anime, quella siciliana e quella campana, nell'associazione Cuochi Normanni, nata lo scorso anno come punto di riferimento di una ricerca che privilegia tutte le produzioni agricole di Terra di Lavoro per rilanciare la cultura gastronomica di un territorio difficile e conosciuto ai più solo attraverso la cronaca nera. Sono nate da questa sperimentazione comune la stupefacente cassata di mozzarella, il semifreddo di ricotta, mozzarella e mele annurche e quello al mosto di vino Asprinio, antico e celebre vitigno bianco campano in via di estinzione. La profumata produzione delle viti «maritate», famosa fin dai tempi dei Normanni, citata dai cantinieri dei re angioini per la bontà del loro sottile perlage, oggi torna sulle tavole anche per l'interessamento della nuova generazione di sommelier e cuochi che sanno valorizzarne la duttilità. Insomma, un connubio quasi perfetto con la Malvasia delle Lipari che accompagna i piatti di Nino. Dal Santa Isabel arriva anche la sfida di un gruppo di ristoratori campani a «contaminare» la tradizione eoliana con le produzioni tipiche delle nostre terre: mozzarella di bufala ma non solo. Maialino nero casertano, mele annurche, verdure e ortaggi, piatti mitici come la minestra maritata. All'associazione Cuochi Normanni, oltre a Cannavale e a Rosanna Marziale del ristorante Le Colonne di Caserta, hanno aderito in tanti, a partire da Vittorio Lucariello, aversano internazionale che lavora attualmente al Kowloon-Shangri La Hotel di Hong Kong e che viene ingaggiato per grandi di eventi come i Grammy Awards a Los Angeles. Il sodalizio Eolie-Terra di Lavoro continuerà in autunno, con un evento culturale e gastronomico che coinvolgerà tutti i comuni dell'agro aversano. © RIPRODUZIONE RISERVATA